Domande agli esperti
Vi raccomandiamo, prima di procedere nella consultazione, di leggere le avvertenze.
Il 7 Novembre 1997 Massimo C. scrive:
Sono Massimo, papà di un bambino di 11 anni, diabetico da quasi 2.
Il bambino che pesa circa trenta chili, a tutt'oggi, dopo 2 anni di diabete, non fa più di 20 unità complessive al giorno suddivise tra rapida ed intermedia.
Malgrado ciò non passa giorno che non vada in ipo con i rimbalzi conseguenti.
Alla mattina si alza con valori quasi sempre elevati (sopra i 200), ma l'esame delle urine è il più delle volte negativo.
A volte, in presenza di valori molto alti al risveglio (attorno ai 300) si rileva scarsa presenza di glicosuria (tracce) e positività invece nell'acetonuria.
Segno evidente che il bambino di notte passa per valori bassi e poi rimbalza.
I valori alti alla mattina con scarsa glicosuria se non addirittura negativa, ritengo, anche perché constatato personalmente con controlli di notte, siano la conseguenza di ipo notturne che possono manifestarsi ad orari diversi e conseguentemente determinare valori al risveglio tanto più alti quanto più lontano rispetto al momento del risveglio è passato per valori bassi.
Si tenga presente che prima di coricarsi fa quattro unità e a volte anche meno, di intermedia.
È evidente che se pur alzandosi sopra i 200 la glicosuria è negativa, o quasi, durante la notte i valori si possono considerare accettabili, salvo passare per valori che poi determinano il rimbalzo mattutino.
Non è facile gestirlo anche perché il suo controllo è instabile per effetto delle frequenti ipo che determinano successicamente picchi iperglicemici anche consistenti.
La sua emoglobina glicosilata, comunque, rimane sotto la soglia del 7,5.
Avete qualche consiglio da darmi, per favore?
Nella storia del mio bambino c'è comunque un fatto ben più grave del diabete per il quale mi rimane sempre un dubbio che ci sia una correlazione tra quanto Vi sto per spiegare e l'insorgenza del diabete.
Premetto che quando gli è stato diagnosticato il diabete nel marzo del 1995, l'esame degli autoanticorpi dava un segnale " debolmente positivo".
Per 9 mesi siamo riusciti a non trattarlo ma dal gennaio 1996, via all'insulina.
All'età di 16 mesi (quindi 10 anni fa), udite, udite..., il bambino ha suibìto un intervento per l'asportazione di un astrocitoma intramidollare C6 - D3 per fortuna, a tutt'oggi non recidivante.
Successivamente all'intervento, il bambino negli anni successivi, ha manifestato episodi di crisi di fame improvvisa e sudorazioni improvvise (almeno un paio di volte alla settimana), che i medici che lo seguivano attribuivano al sistema neurovegetativo in conseguenza della lesione midollare subìta.
Questo fino alla diagnosi di diabete.
C'è un particolare però che ritengo importante.
Dalle risonanze magnetiche di controllo successive all'intervento, a partire dalla prima fatta 8 mesi dopo l'intervento, per arrivare all'ultima del 5 settembre scorso, si nota chiaramente il permanere di un midollo rigonfiato in corrispondenza della lesione e segni di aderenze post intervento dell'aracnoide da C3 a D4.
Ho il dubbio, anche in riferimento agli episodi che Vi ho sopra ricordato vissuti dal bambino successivamente all'intervento e fino alla diagnosi di diabete, che il rigonfiamento midollare tuttora presente in corrispondenza dell'intervento e le aderenze segnalate, compromettano la funzionalità del sistema neuroendocrino il quale non manda i giusti impulsi per la liberazione dell'insulina.
Se così fosse, la conseguenza è comunque un diabete ma non "il" diabete derivante dalla distruzione delle beta cellule.
C'è qualche medico che ravvisa una fondatezza di quanto sostengo?
Dimenticavo una cosa.
Quando il bambino ha un ipo forte e gli si dà zucchero, il suo rimbalzo glicemico successivo è molto più contenuto di quando ha un ipo leggera e si risolve con un bicchiere di latte.
Sembra quasi che se stimolato attraverso l'ingestione di zucchero semplice, l'organismo reagisca in proprio attraverso la liberazione di insulina endogena. (La diagnosi risale al marzo 1995).
Risponde il dott. Marco Songini:
La complessità delle argomentazioni da lei riportate nella sua lettera oltrepassano i limiti ovviamente contenuti di una risposta elettronica on line....
Alcune raccomandazioni sintetiche:
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