Domande agli esperti
Vi raccomandiamo, prima di procedere nella consultazione, di leggere le avvertenze.
Il 27 Settembre 1997 Gaetano A. scrive:
Mia madre, diabetica va incontro a soventi crisi ipoglicemiche, che corregge con l'introduzione di qualche biscotto, dopo mangiato nonostante faccia uso degli ipoglicemizzanti. La glicemia supera il valore di oltre 250. In pratica il diabetologo che la segue, non riesce a "gestirla". In vero ha provato tutte le combinazioni terapeutiche possibili per mantenere i valori della glicemia a livelli accettabili, ma senza risultato. Sopetta una mancaza di recettori all'insulina. È così? Oppure ho capito male. Voglia delucidarmi in proposito. Grazie.
Il dott. Marco Songini risponde:
Molto frequentemente, soprattutto nel trattamento del diabete dell'anziano, si esagera nell'uso degli A.O.! Infatti, se pur la glicemia basale risulti alta (lei non mi puntualizza a quale momento della giornata si riferisca l'oltre 250, non penso a digiuno! nè il tipo di A.O. e la sua posologia ed i dati del profilo glicemico nel corso delle 24 ore) purtuttavia, soprattutto nel tardo pomeriggio o nei periodi postprandiali, questi soggetti
riferiscono ipo. Questo per complessi fenomeni nel ritardo della secrezione insulinica che determinano alterata tolleranza agli zuccheri mentre la sospettata assenza di recettori all'insulina mi pare altamente improbabile.
Forse sarebbe il caso di ridurre alla sola dose serale l'antidiabetico orale (30' prima di cena) eliminando le ipo e osservare per alcuni giorni come va. Naturalmente, ne riparli con il suo diabetologo prima di effettuare qualsiasi cambiamento.
Il Diabetologo(*) risponde:
Certamente in una diabetica non insulino dipendente non si sospetta la assoluta mancanza dei recettori per l'insulina, ma piuttosto una resistenza alla azione dell'insulina (in altri termini un difettoso funzionamento della insulina) a livello dei recettori o dei meccanismi su cui agisce l'insulina dopo il recettore. A quanto capisco la Paziente ha iperglicemie post prandiali e talora ipoglicemie a digiuno e quindi in taluni momenti la sua insulina funziona anche troppo. La scarsità di informazioni e l'impossibile valutazione di dati clinici per corrispondenza rendono impossibili consigli specifici.
(*) su richiesta dell'interessato viene mantenuto l'anonimato
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