Domande agli esperti

Vi raccomandiamo, prima di procedere nella consultazione, di leggere le avvertenze.


Il 26 Settembre 1997 URBANO M. scrive:
Vorrei chiederti un paio di cosine che, forse ci saranno state anche sulle pagine web ma devo ancora orientarmici. Una riguarda me e una un mio caro amico.

  1. Il mio amico: eta' 66 anni, pancreas spappolato in un incidente sul lavoro vent'anni fa' e quindi in trattamento insulinico da allora. Il diabete era ben compensato fino a tre mesi fa', quando la glicemia ha cominciato a fare i capricci. Il CAD di Treviso lo sta seguendo e gli sta dosando l'insulina per le nuove esigenze; solo che gli prescrive le dosi e lui deve controllarsi a casa per alcuni giorni alla volta, segnare le glicemie prima e dopo i pasti e poi tornare al CAD che decide i dosaggi.
    Sono tre mesi che va avanti e, a quanto mi dice, non ha ancora trovato il dosaggio giusto. Conoscendo il suo carattere - una di quelle persone che pensano di capire tutto ma non hanno molta capacita' di apprendimento, aggravato il fatto dal timore di apparire fifoni anche nei confronti dei medici - sono preoccupato per quello che riesco a strappargli sul suo stato di salute con molto tatto ogni tanto. In sostanza temo che di notte cada in coma ipoglicemico e che la moglie non se ne accorga perche' lui non le dice nulla. A me ha detto che non occorre dirlo alla moglie perche' lui si accorge quando la glicemia e' troppo bassa e si sveglia. Ieri notte, per es., si e' svegliato tutto sudato, ha misurato la glicemia, ha trovato il valore di 45, ha mangiato un pezzo di pane e poi e' tornato a leto tranquillamente. E temo che episodi come questo non li racconti neanche al medico. Domanda: a che valore di glicemia si entra in coma? Che sia il caso che parli io con il suo medico? La cosa e' un po' delicata. Ti sarei molto grato per ogni consiglio potessi darmi.
  2. Veniamo a me. Con un esame del sangue di routine ho trovato un 147 di glicemi di base. Il CAD mi ha dato l'occorrente per le misurazioni a casa e, con un po' di attenzione alla dieta, ora navigo su questi valori: prima di colazione 94, dopo colazione 120, prima di pranzo 106, dopo pranzo 129, prima di cena 96, dopo cena 134. Valori che cambiano di poco da giorno a giorno, cmq, con un massimo di 110 a digiuno e 140 (raramente) dopo mangiato. Secondo te, rischio l'insulina anch'io o posso sperare di regolare il tutto con la dieta? Dimenticavo, eta' 61 anni e peso 3 chili sotto al BMI.
    Per inciso, ho nominato il BMI: ho fatto per un dietologo mio conoscente un programmino per calcolare il BMI di assoluto rigore scientifico, se ti interessa te lo mando in Attachement.

Il dott. Marco Songini risponde:
Il suo amico soffre, a quanto risulta da quello che lei mi riferisce, di una forma di diabete mellito secondario in cui probabilmente, oltre alla carenza di insulina, è presente anche carenza di glucagone, l'ormone pancreatico che è necessario per la controregolazione all'ipoglicemia insulinica. Questo certamente lo espone al rischio di gravi ipoglicemie seppur il rischio di coma ipoglicemico dipenda da vari fattori concomitanti. Piuttosto che pane, forse sarebbe utile insegnargli a controllare l'eventuale ipoglicemia in primo luogo con degli zuccheri a pronto assorbimento (quali p.e. quelli contenuti in un bicchiere di cocacola o altra bevanda zuccherata) e rivedere il suo schema insulinico che dovrebbe privilegiare la somministrazione di insulina regolare prima dei 3 pasti principali e insulina lenta alla notte prima di coricarsi. Per quanto attiene a lei, per ora va bene così. Per un migliore inquadramento sarebbe forse utile, visto il sottopeso, valutare la funzione residua pancreatica con il dosaggio dell'insulinemia basale e dopo 1mg di glucagone ev (test al glucagone) nonchè la funzione tiroidea con il dosaggio di T3, T4 e TSH.

Il Diabetologo(*) risponde:
Credo che un buon amico debba insistere perché il Paziente abbia la massima confidenza con il Medico ed i familiari, coma consiglia qualunque strategia di cura del diabete, difficilissima se non impossibile senza questi presupposti. Con l'opportuno tatto può anche pensare di parlare con la moglie, se lo ritiene utile. Il valore 45 mg/dl notturno è già insidioso e merita molta attenzione. Sicuramente al Paziente è stato consigliato di misurare la glicemia al momento di coricarsi e di prendere i provvedimenti necessari per evitare la ipoglicemia notturna. Chi scrive la lettera ha una situazione ben diversa da quella dell'amico. Attualmente ha un diabete mellito non insulino dipendente che risponde adeguatamente alla dieta. La possibilità di una insufficienza secondaria della terapia dietetica o orale (e quindi necessità di terapia insulinica) esiste, dopo molti anni di diabete mellito non insulino dipendente, per una certa percentuale di pazienti, ma al momento sembra molto remota per il nostro interlocutore.

(*) su richiesta dell'interessato viene mantenuto l'anonimato


Pag. < Home Pag. >
[Indice] [Il nostro sito] [Il diabete] [Associazioni] [Servizi] [Leggi] [Community] [Notizie] [Pubblicazioni] [Passatempo] [Altri siti] [Cerca] [Lettere]


Hosted by Publinet