Domande agli esperti
Vi raccomandiamo, prima di procedere nella consultazione, di leggere le avvertenze.
Il 26 Settembre 1997 URBANO M. scrive:
Vorrei chiederti un paio di cosine che, forse ci saranno state anche sulle pagine web ma devo ancora orientarmici. Una riguarda me e una un mio caro amico.
Il dott. Marco Songini risponde:
Il suo amico soffre, a quanto risulta da quello che lei mi riferisce, di una forma di diabete mellito secondario in cui probabilmente, oltre alla carenza di insulina, è presente anche carenza di glucagone, l'ormone pancreatico che è necessario per la controregolazione all'ipoglicemia insulinica. Questo certamente lo espone al rischio di gravi ipoglicemie seppur il rischio di coma ipoglicemico dipenda da vari fattori concomitanti. Piuttosto che pane,
forse sarebbe utile insegnargli a controllare l'eventuale ipoglicemia in primo luogo con degli zuccheri a pronto assorbimento (quali p.e. quelli contenuti in un bicchiere di cocacola o altra bevanda zuccherata) e rivedere il suo schema insulinico che dovrebbe privilegiare la somministrazione di insulina regolare prima dei 3 pasti principali e insulina lenta alla notte prima di coricarsi.
Per quanto attiene a lei, per ora va bene così. Per un migliore inquadramento sarebbe forse utile, visto il sottopeso, valutare la funzione residua pancreatica con il dosaggio dell'insulinemia basale e dopo 1mg di glucagone ev (test al glucagone) nonchè la funzione tiroidea con il dosaggio di T3, T4 e TSH.
Il Diabetologo(*) risponde:
Credo che un buon amico debba insistere perché il Paziente abbia la massima confidenza con il Medico ed i familiari, coma consiglia qualunque strategia di cura del diabete, difficilissima se non impossibile senza questi presupposti. Con l'opportuno tatto può anche pensare di parlare con la moglie, se lo ritiene utile. Il valore 45 mg/dl notturno è già insidioso e merita molta attenzione. Sicuramente al Paziente è stato consigliato di misurare la glicemia al momento di coricarsi e di prendere i provvedimenti necessari per evitare la ipoglicemia notturna.
Chi scrive la lettera ha una situazione ben diversa da quella dell'amico. Attualmente ha un diabete mellito non insulino dipendente che risponde adeguatamente alla dieta. La possibilità di una insufficienza secondaria della terapia dietetica o orale (e quindi necessità di terapia insulinica) esiste, dopo molti anni di diabete mellito non insulino dipendente, per una certa percentuale di pazienti, ma al momento sembra molto remota per il nostro interlocutore.
(*) su richiesta dell'interessato viene mantenuto l'anonimato
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