Domande agli esperti
Vi raccomandiamo, prima di procedere nella consultazione, di leggere le avvertenze.
Il 14 Settembre 1997 Danio C. scrive:
Sono il padre di una bambina diabetica di 6 anni.
Desideravo sapere, dato un alto valore di glicemia (superiore alla soglia renale) rilevato ad un'ora X, entro quanto tempo si può pensare di ritrovare un riscontro positivo di glicosuria effettuando il test sulle urine.
Riguardo invece all'acetone, in che ordine di tempi si può ricercare la causa che possa essere responsabile della presenza di acetone nelle urine rilevata ad un'ora X?
Il dott. Marco Songini risponde:
Una interpretazione corretta della glicosuria è praticamente impossibile in quanto il parametro è poco riproducibile e dipende da tanti fattori per cui da anni i diabetologi e pediatri hanno abbandonato la glicosuria che rimane ancora usata più in fase diagnostica che di monitoraggio del controllo glicemico.
L'acetone, uno dei tre corpi chetonici, è prodotto dall'organismo (anche normale, pensi al vomito acetonemico dei bambini, seppur legato ad una fisiologica immaturità enzimatica dell'organismo) del soggetto diabetico allorquando si verificano le condizioni metaboliche di grave insulinodeficienza e conseguente esaltata ossidazione dei lipidi che per complesse interrelazioni metaboliche determinano una sintesi conseguente esagerata di corpi chetonici che vengono eliminati con le urine e con il respiro (acetone).
Il diabetico che va incontro ad acetonuria (che talvolta può associarsi a valori glicemici non particolarmente elevati) dovrà pertanto ricercare, se sta somministrandosi correttamente l'insulina, tutte quelle cause, tipo febbre e stress, che possono aver determinato una inefficace azione dell'insulina ed aver conseguentemente scatenato la sequela di eventi sopradescritta.
Il Diabetologo(*) risponde:
In teoria appena la soglia renale è superata il glucosio inizia a passare nelle urine. La glicosuria diventa dosabile quando raggiunge nelle urine una concentrazione che possa essere rilevata dal metodo usato.
Per quanto riguarda l'acetone: se nella minzione precedente non era presente acetone l'intervallo di tempo è necessariamente quello dall'ultima minzione. Va comunque ricordato che, in corso di chetoacidosi, acetonuria può persistere per un certo periodo anche dopo il raggiungimento della normoglicemia.
(*) su richiesta dell'interessato viene mantenuto l'anonimato
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