Domande agli esperti
Vi raccomandiamo, prima di procedere nella consultazione, di leggere le avvertenze.
Il 28 Agosto 1997 Gianni B. scrive:
sono un ragazzo di 24 anni, ho il diabete (tipo I) dal gennaio 1990, attualmente uso insulina rapida ai pasti ed insulina intermedia prima di andare a letto (8 unità a colazione, 14 a pranzo e a cena, 14 prima di dormire).
Vi riporto alcuni valori di esami effettuati in ospedale, vorrei sapere se sono un segnale d'allarme per le conseguenze tardive del mio diabete, e se dovrei farne altri più specifici per salvaguardare il mio futuro.
Emoglobina glicosilata : 7.7
Fundus oculi : normale
Media glicemica degli ultimi 30 gg. : 180 mg/l
Il dott. Marco Songini risponde:
Seppur i dati clinici e di laboratorio che lei mi fornisce nella sua lettera siano esigui per esprimere un sereno giudizio medico, purtuttavia i valori di emoglobina glicosilata e media delle glicemie sono più che buoni ed assolutamente rassicuranti.
Per quanto riguarda l'eventuale rischio futuro di complicanze microvascolari della malattia, almeno per quanto riguarda il periodo attuale a cui si riferiscono (vista comunque la breve storia clinica del diabete il buon controllo è stato presente sin dal 1990), lo schema terapeutico è certamente il più idoneo attualmente nella gestione di un giovane IDDM.
Non posso invece esprimere alcun giudizio sul rischio di complicanze vascolari macroangiopatiche che risulta più legato alla storia familiare per le stesse ed ai valori pressori e lipidici, che non dispongo, piuttosto che al controllo glicometabolico...
Tutto lascia quindi supporre, anche alla luce dei dati più recenti di tutta la letteratura scientifica sull'argomento diabete, controllo e complicanze, che potrà condurre un'esistenza serena ed esente da complicanze per il resto della sua vita.
Il Diabetologo(*) risponde:
Non deve usare una parola ansiogena come "segnale di allarme". La sua retina dopo 7 anni e mezzo di diabete è indenne ed i suoi indici di compenso glicemico sono discreti anche se non ottimali.
Per la prevenzione delle complicanze microangiopatiche del diabete mellito insulino dipendente (retinopatia, nefropatia, neuropatia) il buon compenso metabolico è fondamentale come dimostrato dal Diabetes Control and Complications Trial i cui risultati sono stati pubblicati nel 1993. In questo studio il gruppo di diabetici che aveva ottenuto meno complicanze aveva mediamente una emoglobina glicata intorno al 7% ed era trattato con uno schema di quattro somministrazioni di insulina al dì, come il suo. Le Linee Guida della Organizzazione Mondiale della Sanità definiscono ottimali valori di emoglobina glicata (HbA1c) al di sotto del 6.5%, cioè vicinissime al limite alto della norma per i non diabetici, poiché si è visto che non esistono valori soglia al di sopra dei quali si sviluppano più complicanze.
Tutto ciò non significa per niente che un diabetico che non raggiunge tali obiettivi debba sentirsi "condannato" alle complicanze:
(*) su richiesta dell'interessato viene mantenuto l'anonimato
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