Minestre e primi piatti

Minestrone alle ortiche

di Giovanni Paolucci Sinibaldi

Ingredienti per 4 persone:

Preparazione:
Raccogliere le ortiche con i guanti, pulirle e sciacquarle.
In pentola a pressione mettere poco olio di oliva e un po' di pancetta tritata e lasciarla cuocere poco tempo.
Aggiungere 2 cipolle tritate e 2 spicchi di aglio e lasciarle un po' friggere fino a trasparenza.
Aggiungere poi 3 grossi gambi di sedano fresco tritato, 3/4 di dado (niente sale che in parte viene dal sedano), un rametto di rosmarino che alla fine si toglie.
Versare in pentola 1/2 Kg. di minestrone congelato e girare fino a scaldare il tutto. Un pugno di lenticchie, 200 gr. di pelati, acqua q.b. e peperoncino.
Quando bolle mettere gr. 100 di pasta per minestrone e subito aggiungere ortiche in abbondanza ed ogni tipo di verdure verdi che trovate in casa: verza, bieta, una carota, il tutto tagliato. Mescolare il tutto in pentola.
Chiudere la pentola a pressione ed a fuoco massimo, quando il vapore ha scacciato l'aria (il che avviene quando comincia ad uscire il vapore, importantissimo), sigillarla e spegnere il fuoco.
La vera cottura avviene a fuoco spento fino a quando la pressione interna ed esterna si equipara (il che avviene da 15 a 20 minuti), la pentola può essere aperta pronta per mettere nei piatti.
Nelle pentole a pressione il tempo di cottura varia a seconda del grado di riempimento della pentola perché varia la conservazione del calore.
Circa le ortiche le foglie sono tutte buone ed anche i gambi tranne quelli troppo duri al tatto. Da scartare le infiorescenze.
Non abbiate paura a mettere troppe ortiche, perché si riducono a niente e si fa fatica a riconoscerle se non nell' ottimo sapore.
Ovviamente si possono usare anche le pentole normali, ma ci vuole più tempo.

Trucchi e segreti di Giovanni:
Le ortiche, quando si mettono in acqua per il risciacquo, pare che perdano la proprietà urticante. Dopo di ciò si puliscono, il che significa semplicemente togliere qualche pezzo di gambo troppo duro e le infiorescenze se ci sono.
Solo raramente il gambo è troppo duro e si butta. Quindi anziché staccare le singole foglie, quando sono lavate prenderle a mazzetto col gambo e tagliare il tutto in pentola con la forbice, o sul tagliere col coltello grande.


Suggerita da: Giovanni Paolucci Sinibaldi
A cura di: Donna Patrizia - www.donnapatrizia.com

Data ultimo aggiornamento: Mercoledì, 9 Aprile 2003 6:00.00
URL: http://www.progettodiabete.org/clinica/ricette/ricette_016.html


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