Mangiare fuori casa Il soggetto diabetico, come già ripetutamente evidenziato, può condurre una vita perfettamente normale adottando dei semplici accorgimenti che gli evitano le complicazioni conseguenti a ipoglicemie o iperglicemie prolungate.
Uno dei piaceri della vita sta proprio nel poter scegliere liberamente di andare a pranzo fuori con gli amici. Ma a volte sono l'attività lavorativa o scolastica o altre necessità che impongono tale scelta.
Se si è obbligati nella scelta degli alimenti, come può accadere in una mensa scolastica o aziendale, bisogna verificare se esistono valide alternative, all'interno del menu, che permettano una scelta di cibi il più possibili adatti. Nel caso questo non fosse possibile, è meglio cercare soluzioni alternative come andare a casa a consumare il pasto, trovare un locale vicino dove poter desinare, o, ancora, portarsi il cibo da casa (panini, toasts, crackers, frutta, yogurt, ecc.).
Voglio raccontarvi brevemente la mia esperienza:
Mio figlio frequenta le scuole elementari a tempo pieno. Naturalmente, all'esordio del diabete, abbiamo ritenuto di non dover modificare le sue abitudini, soprattutto nell'ambito scolastico, per evitargli inutili traumi. Ha quindi continuato a frequentare il tempo pieno, dovendosi fermare a pranzo a scuola.
Dopo avergli spiegato, insieme all'equipe diabetologica dell'ospedale che lo segue, i cibi che è meglio evitare, sembrava che le cose andassero piuttosto bene, senonché, dopo i primi tempi, cominciamo ad osservare una grande incostanza delle glicemie dovute proprio al pasto di mezzogiorno.
Dopo numerosi tentativi e indagini, abbiamo verificato che i cibi precotti forniti dalla mensa scolastica, a volte risultavano inappetibili per il bambino (soprattutto cibi come le patate bollite, la pasta, il pesce), altre volte erano graditi (minestre, pasta al pesto, cotolette). Inoltre, spesso, i camioncini che trasportavano i cibi, trovavano problemi di viabilità, ritardando le consegne, peggiorando così la qualità del cibo e ritardando l'inizio del pasto.
Tutto questo, aggiunto alla normale instabilità di un bambino, portava ad un continuo inseguimento della dose 'giusta' di insulina, con risultati disastrosi sul controllo. Inoltre, nel dubbio che il bambino mangiasse meno, si era portati a tenersi su dosi più basse di quelle necessarie.
Grazie al mio orario di lavoro flessibile prima (ho allungato l'intervallo pranzo da 30 minuti a 3 ore e mezzo, in quanto dovevo percorrere l'intera città sui mezzi pubblici), e all'orario part-time di mia moglie dopo, abbiamo cominciato a portarcelo a casa per il pranzo. Per lui non è stato un problema, in quanto anche altri bambini già lo facevano, ma l'andamento delle glicemie ha avuto un netto miglioramento.
È chiaro che non tutti possono permettersi di cambiare la propria vita come abbiamo fatto noi, però a volte ci si può appoggiare ad un genitore, ad un amico, ad un'altra famiglia. Insomma in questi casi è meglio studiarle tutte, naturalmente sempre privilegiando anche il non-stress per il bambino.
Ma ritorniamo al ristorante. E' bene seguire i consigli riportati nella seguente tabella:
COSA MANGIARE AL RISTORANTE Tipo Ordinare Non ordinare Aperitivi Succhi di pomodoro o di frutta fresca, senza zucchero Amari Antipasti Affettati magri, tartine farcite, cocktails di pesce o carne, olive, sottaceti Salumi grassi, salse elaborate, maionese Primi pasta normale, all'uovo o ripiena, asciutta o in brodo con condimenti non troppo elaborati Condimenti elaborati Secondi Carne, pesce, pollame, cacciagione, preferibilmente cotte alla griglia, ai ferri, alla piastra e senza eccessivi grassi Carne e pesci grassi, fritti, stufati, brasati, impanati e molto conditi Contorni Verdure crude e cotte, insalata condita normalmente Legumi e patate (oppure sostituirli al pane) Frutta Tutta, anche in macedonia, purché senza zucchero Uva, frutta secca, sciroppata, macedonia in scatola o dolce, frutta cotta zuccherata Bevande Acqua, vino, spremute senza zucchero Bibite, birra
Data ultimo aggiornamento: Venerdì 21 Luglio 2000 6:30.00
URL: http://www.progettodiabete.org/clinica/d6_3_5.html
|
|
|
