L'artropatia neuropatica (piede di Charcot)


La descrizione originale di Charcot dell'artropatia neurogenica nel 1869 si limitò ai pazienti con la sifilide. Da allora altre condizioni oltre la sifilide (più di 24) sono state riscontrate come causa primaria di questo grave disturbo. Oggi il diabete mellito è la maggiore patologia che porta a sviluppare questa condizione.
L'Artropatia Neuropatica (AN) nei pazienti diabetici è una condizione progressiva che non è confinata alle ossa ma colpisce anche gli altri tessuti delle estremità inferiori. E' spesso confusa con l'osteomielite e le infezioni massive dei piedi; necessita di una diagnosi e di interventi precoci per prevenire l'amputazione delle estremità.
Con l'avvento di tecniche chirurgiche avanzate ed una migliore comprensione della patologia, i medici sono ottimisti sulle possibilità di trattamento di questa condizione.
Molto è stato scritto sull'argomento:

  • Johnson nel 1967 fece una ricerca su 118 pazienti e descrisse tre fasi nello sviluppo della patologia:
    • Fase distruttiva: caratterizzata da fratture come risultato di traumi ripetuti non curati
    • Fase con iperemia e infiammazione cronica
    • Fase finale

    Johnson osservò che perché il trattamento potesse avere successo, la prima fase doveva essere fermata con l'immobilizzazione del piede (tramite stecche o ingessatura).

  • Archer et al. nel 1984, mostrarono che la temperatura della pelle era di circa 7°C più alta in pazienti AN rispetto a quelli sani. Venne dimostrato che mediamente il flusso sanguigno nei piedi di pazienti con AN fosse cinque volte maggiore di quelli sani.
  • Boulton et al. nel 1982, mostrarono come il pO2 (pressione parziale di ossigeno) nel sangue venoso di pazienti con AN fosse significativamente maggiore rispetto al campione di controllo.
  • Edmonds et al. scoprirono che la calcificazione vascolare non era correlata all'età, alla gravità, o alla durata del diabete, ma al grado di neuropatia presente. Diversi esperti sostengono che l'alterazione della circolazione sanguigna è una delle cause maggiori dell'aumento dell'incidenza di ulcerazioni nei pazienti diabetici
  • Duncan nel 1977 sostenne che le ossa sono altamente innervate dalle fibre nervose simpatiche e che la loro perdita porta ad un incremento del flusso sanguigno nelle ossa causando iperemia.

L'AN conduce quindi all'osteopenia (riduzione della massa delle ossa) e a un indebolimento della struttura delle ossa. Forze patologiche causate da sbilanciamenti meccanici, che possono essere presenti con o senza neuropatia motoria, possono portare alla frattura delle ossa stesse. La neuropatia sensoriale impedisce al paziente di rendersi conto del danno fino a quando questo non assume proporzioni rilevanti.

Gestione della fase acuta

Le classiche manifestazioni di AN sono piedi caldi, grossolanamente edematosi, eritematosi, deformati con retropiede valgo (piegato verso l'esterno) e avanpiede addutto ed alzato, in cui le pulsazioni sono generalmente palpabili (edema permettendo). Possono essere anche presenti ipermobilità di affezioni aggiunte/fratture. Vi sono spesso anche ulcerazioni che possono complicare il trattamento.
Le radiografie possono mostrare l'area collassata, le ossa possono apparire sclerotiche e osteoporotiche.
Si può iniziare con una prescrizione completa di esami del sangue e radiografie. Se sono presenti infezioni bisogna iniziare una cura antibiotica e intervenire, se necessario, chirurgicamente per la pulizia delle piaghe. La biopsia delle ossa è il test definitivo per escludere le infezioni. Mentre l'analisi dei tessuti sinoviali per rintracciare frammenti di ossa permette la diagnosi di AN. E' raccomandata l'immediata immobilizzazione e alleviamento del piede. E' spesso necessario l'uso della sedia a rotelle per prevenire il sovraccarico del piede sano e quindi la sua affezione.
La fase acuta può ritenersi superata quando si verificano i seguenti miglioramenti: la temperatura del piede rientra nella norma, vi è un'evidente risoluzione dell'edema, eliminazione di rossori. In questa fase le ossa si ricostruiscono e riconsolidano. La durata della fase di guarigione può variare da mesi a più di un anno e la somministrazione di terapie con campi elettromagnetici può essere di beneficio per il paziente.
Un'attenzione particolare va usata nel riscontrare eventuali abitudini sbagliate nel camminare o nell'appoggiarsi sui piedi o le gambe. Può quindi essere indicata una fisioterapia per correggere tali errori.
Il alcuni casi particolarmente gravi si rende inoltre necessario l'intervento chirurgico.

Prevenzione

Mentre non si conoscono ancora le cause che conducono alcuni pazienti diabetici a sviluppare l'AN e altri no, è altrettanto interessante capire perché alcuni sviluppano la patologia solo in uno dei due piedi. Ricerche devono essere condotte in questo senso.
L'obiettivo primario nel trattamento di queste patologie è quello di riuscire a prevenire gli stati avanzati della malattia, comprendendo meglio i ruloi delle componenti motorie, sensoriali e autonome della neuropatia diabetica periferica.

BIBLIOGRAFIA


1.Johnson JTH: Neuropathic fractures and joint injuries J Bone Joint Surg 49A:1, 1967.
2.Archer AG, Roberts VC, Watkins PJ: Blood flow patterns in painful diabetic neuropathy. Diabetologia 27:563, 1984.
3.Boulton AJM, Scarpello JHB, Ward JD: Venous oxygenation in the diabetic neuropathic foot: evidence arteriovenous shunting? Diabetologia 22:9, 1982.
4.Edmonds ME, Roberts VC, Watkins PJ: Blood flow in the diabetic neuropathic foot. Diabetologia 22:9, 1982.
5.Edmonds ME, Morrison N, Laws JW, et al: Medial arterial calcification and diabetic neuropathy. Br Med J 284:928, 1983.
6.Duncan CP, Shim SS: The autonomic nerve supply. J Bone Joint Surg 59B:323, 1977.


Attenzione: la cura del diabete è uno sforzo di gruppo che include voi, il vostro medico, e l'équipe del centro diabetologico che vi segue.
Rimanete sempre in contatto con essi e sottoponete ogni vostro dubbio alla loro attenzione.



Parte del testo è tratto da Podiatric Medical Information.


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