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Mi viene spontaneo un esempio. Quando ci si imbarca su un aereo o su una nave, ci vengono offerti dei libretti di istruzione su come comportarsi in caso di naufragio o atterraggio di emergenza: non per questo il messaggio da cogliere è che l'aereo o la nave finiranno con lo schiantarsi al suolo od affondare. Leggete quindi queste pagine con serenità, con l'unico scopo di meglio comprendere e conoscere il diabete. La società europea dell'aterosclerosi (Eas) ha reso noto che sono 300 i fattori capaci di favorire l'ispessimento delle arterie. Tra gli altri vi sono il fumo, l'ipertensione arteriosa, il diabete non compensato, l'obesità ed il cattivo funzionamento della tiroide. Eliminare questi 300 nemici delle arterie prolungerebbe di quasi 13 anni l'aspettativa di vita.
L'aterosclerosi è una malattia che consiste nell'accumulo di lipidi, glucidi complessi, sangue, prodotti sanguigni, depositi calcarei al livello del rivestimento interno delle arterie.
Le ostruzioni parziali delle arterie coronariche (del cuore) sono responsabili dell'angina pectoris, mentre l'occlusione totale è una delle cause dell'infarto del miocardio. Un'occlusione dell'arteria carotidea (del collo), o celebrale porta talvolta alla paralisi. Mentre a livello degli arti inferiori, porta all'"arterite" (una volta così chiamata), oggi detta "ateropatia". Che è una malattia dovuta al sovraccarico delle arterie, dovuto a stenosi e/o trombosi per le placche di ateroma. L'amputazione rappresenta l'evoluzione più spiacevole, ma, grazie alle attuali terapie, è in netta diminuizione. Inoltre se si ha un'ateropatia degli arti inferiori, bisogna anche considerare la possibilità di un danno all'arteria carotidea e alle coronarie.
E' dunque per queste numerose ragioni, che la conoscenza dei fattori di rischio cardiovascolare permette una migliore prevenzione dell'aterosclerosi.
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