La glicemia
- Quando e quanti controlli?
- Esempi di pianificazione dei controlli
- Casi particolari
- Metodi
- Fattore di conversione tra diverse unità di misura
Il controllo della glicemia ci permette di avere un quadro giornaliero sull'andamento e sull'adeguatezza delle dosi di insulina somministrate. Inoltre ci permette una maggiore tranquillità nella scelta delle dosi e dell'alimentazione. Penso sia utile portare un esempio:
Mio figlio, inizialmente e su indicazione del centro curante, eseguiva 6 controlli giornalieri sulla glicosuria e un profilo completo di glicemia (6 volte) bisettimanalmente. Inoltre seguiva un piano intensivo di somministrazione dell'insulina (4 volte al dì). Dopo più di un anno di trattamento, abbiamo constatato che avevamo serie difficoltà nel controllo dei valori sia di glicemia che di glicosuria, ma soprattutto i controlli periodici dell'emoglobina glicosilata, ci davano valori ad alto rischio (oltre gli 8 e spesso intorno ai 10). La cosa che più ci colpiva è che non si evidenziavano grosse differenze tra periodi in cui la glicosuria era praticamente assente e periodi invece più difficili. Inoltre notevamo un continuo aumento di peso nel bambino.
I consigli che ci venivano dati erano quelli di seguire una dieta più stretta, limitando gli zuccheri e i grassi, ma noi già seguivamo, ancor prima dell'esordio del diabete, tale regime alimentare. A volte, veniva anche messa in dubbio la verità dei nostri controlli marcati sul diario. Tale atteggiamento, oltre a creare inevitabilmente una certa conflittualità tra noi e l'equipe medica, ci metteva in crisi in quanto avevamo serie difficoltà a capire cosa stava succedendo.
Dopo circa due anni, ci siamo incontrati con un altro medico, che ci ha consigliato di modificare il piano dei controlli (così come indicato successivamente) distribuendo i controlli glicemici su tutti i giorni. Così facendo, abbiamo scoperto che spesso non c'era glicosuria pur con valori alti di glicemia (intorno a 180mg/dl); altre volte si andava incontro a rischi di ipoglicemia senza poter rendersene conto; si poteva evitare tentativi approssimati di riduzione delle dosi dopo due tre giorni di assenza di glicosuria, che ricreavano spesso condizioni di instabilità. Ma soprattutto abbiamo notato due fatti che per noi sono stati fondamentali: ci hanno tranquilizzato per quanto riguarda i rischi di ipoglicemia, permettodoci una vita più serena, e soprattutto risolvendo quella nostra ansia che ci portava a far mangiare di più il bambino, per evitargli il rischio di ipoglicemie; inoltre hanno reso anche la vita al bambino più semplice, evitandogli l'obbligo dei 6 controlli giornalieri sulla glicosuria (lo costringevamo a far pipì anche se non gli scappava) e, diminuendogli lo stress con unione quasi ogni volta del momento dell'iniezione con quello del controllo.
Da allora, pur senza cambiare nulla nel regime alimentare del bambino, abbiamo lasciato che fosse lui a regolarsi sulla propria fame, e siamo arrivati a dimezzare le dosi di insulina e a permettergli di non acquistare più peso, nonostante la crescita in altezza, senza nessun sacrificio o dieta. Anche i controlli vanno molto meglio, e l'emoglobina si sta attestando a valori del tutto accettabili (intorno al 7,5).
Due piani giornalieri di controllo (*)
Stabilità glicemica e emoglobina< 7% Instabilità glicemica e/o emoglobina>7% 3-4 glicemie giornaliere ad orari variabili (prima di colazione, pranzo e cena, prima di coricarsi, a metà mattino o pomeriggio) almeno 4 glicemie giornaliere prima dei pasti principali e prima di coricarsi.
Nei periodi critici di instabilità fare anche alcuni controlli intermedi tra un pasto e l'altro, in modo da capire la dinamica della glicemia e correggere adeguatamente le dosi di insulina o la dieta.
(*) La tabella è puramente indicativa, si consiglia di seguire sempre le indicazioni del proprio medico curante
È bene controllare la glicemia
- Quando si ha una sensazione di fame, di disagio, di ovattamento, di confusione, si suda o si trema: in questi casi, le nostre sensazioni potrebbero indicare un'ipoglicemia. In questi casi, se la sensazione di disagio è molto forte, conviene comunque mangiare qualcosa, altrimenti, se lo si ritiene opportuno, è meglio fare prima un controllo della glicemia. Nel dubbio, se non si ha a disposizione l'apparecchio per il controllo della glicemia, è sempre meglio mangiare qualcosa di zuccherino.
- Prima di iniziare un'attività che richiede un particolare impegno fisico o psichico (sport agonistico, lavoro particolarmente pesante, discoteca, esami scolastici, ...): la glicemia non deve essere né troppo alta né troppo bassa. Se è alta e in particolare si sta per impegnarsi fisicamente, può essere utile fare 1 o 2 dosi di insulina: infatti, una glicemia alta, sta anche a indicare l'incapacità dell'organismo ad assorbire gli zuccheri presenti nel sangue. In tal caso, il corpo si adeguerebbe sostituendo agli zuccheri i grassi, che, bruciati, producono corpi chetonici (tossici per l'organismo). Se invece la glicemia è bassa, consumiamo una piccola merenda, adeguata al tipo di sforzo che stiamo per intraprendere.
- Per capire quando fare l'iniezione dopo una crisi di ipoglicemia;
- Se la nostra soglia renale è alta e non ci permette di sapere se la glicemia è sopra i livelli medi.
Metodi
La misurazione della glicemia avviene tramite apparecchi elettronici molto sofisticati, ma di facile utilizzo e di minimo ingombro. Si trovano in commercio diversi tipi di macchine, che si basano su principi differenti, e che possono soddisfare ogni tipo di esigenza. Tutti prevedono, allo stato attuale, di effettuare un piccolo prelievo di sangue tramite la puntura superficiale della cute, solitamente nella parte esterna delle dita, o se si preferisce sul polpastrello. La goccia di sangue viene poi depositata su uno strip inserito nell'apposita feritoia della macchinetta. Nel giro di pochi secondi, avrete indicato sul display il valore della glicemia istantanea.
Questi apparecchi, hanno dimensioni piccolissime (alcuni formato card), sono facili da usare e non richiedono particolare cura nella manutenzione. L'unica operazione che è quasi sempre richiesta, è quella dell'impostazione, ogni volta che si apre una nuova scatola si strip, di un codice particolare. Tale codice è impostato automaticamente tramite l'inserimento nella solita feritoia, di una strip particolare. Le caratteristiche che ci devono indurre alla scelta sono:
- Chiarezza del display: non deve contenere troppe informazioni che ci complicano la vita, a meno che non siamo noi a richiederle;
- Facilità d'uso: non devono richiedere un numero eccessivo di operazioni preliminari o di manutenzione;
- Dimensioni ridotte ed estetica piacevole: può sembrare non importante, ma sono particolari che si apprezzano con l'uso frequente;
- Semplicità nel deporre la goccia di sangue sullo strip: alcuni richiedono un'eccessiva accuratezza;
- Ergonomicità dell'apparecchio: la confezione del contenitore e degli strip, ci deve agevolare nelle operazioni anche in situazioni disagiate;
- Tempo di reazione: il tempo in cui l'apparecchio ci fornisce i dati richiesti;
- Precisione dell'esame: in tal senso ormai tutti gli apparecchi sono sufficientemente affidabili;
- Range di misurazione: valori entro i quali l'apparecchio è in grado di misurare il valore di glicemia (normalmente da 40 a 500mg/dl è sufficiente);
- Memorie: quantità di glicemie memorizzabili. Può essere utile a volte rivedere le precedenti letture, o perché ci si è dimenticati di marcarle sul diario, o perché non si ha il diario a disposizione;
- Software e link: alcuni apparecchi sono collegabili a computer e, tramite apposito software fornito con la macchina, permettono calcoli, statistiche e grafici;
- Costo della macchina e dei prodotti.
Altro fattore importante sono le penne pungidito. Non sempre ad un buon misuratore corrisponde in dotazione una buona penna pungidito. Le caratteristiche di valutazione possono essere:
- Maneggevolezza;
- Facilità nella ricarica dell'ago (che ogni volta deve essere sostituito);
- Gradevolezza estetica;
- Scarso ingombro;
- Possibilità di regolazione della profondità della puntura;
- Confezione degli aghi (facilità di utilizzo, igiene, manegevolezza);
- Robustezza (purtroppo è una caratteristica spesso sottovalutata);
- Semplicità d'uso (considerando che si ha una sola mano a disposizione);
- Costo dell'apparecchio e dell'ago.
Ultimo aggiornamento: Mar, 26 Gennaio 1999 6:30.00
URL: http://www.progettodiabete.org/clinica/d4_2.html
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