ALFAdiaBETO: lettera D A - B - C - D - E - F - G - H - I - J - K - L - M - N - O - P - Q - R - S - T - U - V - W - X - Y - Z
DCCT (Diabetes Control and Complications Trial) Studio effettuato in USA sulle complicanze ed il controllo del diabete. Si è potuto dimostrare che un controllo ottimale della glicemia riduce in modo significativo la comparsa delle complicanze del diabete tipo 1 (retinopatia, nefropatia, neuropatia, ecc.). Destrosio Glucosio. Deficit erettile Difficoltà nell'uomo a portare a termine o ad avere un'erezione completa e/o l'eiaculazione. Vedi Complicanze: deficit erettile. English: Impotency, Impotence, Erectile deficit Diabete d. Alimentare: Termine in disuso (vedi d. tipo 2).
d. gestazionale: È il termine che definisce il diabete mellito che può manifestarsi nel corso della gravidanza. Si tratta di una forma particolare di diabete che insorge soltanto nel corso della gravidanza e che, terminata quest'ultima, scompare; ossia il livello del glucosio nel sangue rientra nella norma (nel 95% dei casi) dopo il parto (Vedi anche Diagnosi e classificazione del diabete mellito: nuovi criteri).
d. grasso: Termine in disuso (vedi d. tipo 2).
d. giovanile: Termine in disuso (vedi d. tipo 1).
d. idiopatico: Alcune forme di diabete tipo 1 sono di etiologia sconosciuta. Alcuni di questi pazienti presentano deficienza insulinca e sono inclini alla chetoacidosi, ma non hanno evidenze di autoimmunità. Benché una minima parte di pazienti ricade in questa categoria di diabete tipo 1, di essi, la maggior parte sono di origine africana o asiatica. Le persone con questa forma di diabete soffrono di episodi di chetoacidosi e mostrano vari gradi di insulino deficienza tra un episodio e l'altro. Il bisogno di terapia insulinica per questi pazienti può non essere costante. (English: Idiopathic Diabetes)
d. insipido: Disturbo alla ghiandola pituitaria o al rene, non ha nulla a che vedere col d. mellito, come è diverso il suo trattamento. La malattia viene chiamata "diabete" perché presenta gli stessi sintomi del diabete mellito, come il fatto dill'urinazione frequente, sete e fame, e debolezza. Tuttavia non vi sono tracce di zucchero nelle urine). È dovuto alla carenza di un ormone ipofisario deputato al riassorbimento dell'acqua a livello renale.
d. instabile: (vedi Brittle diabetes).
d. labile:(vedi Brittle diabetes).
d. manifesto:Chiari sintomi di diabete, quali sete, bisogno frequente di urinare, stanchezza, perdita di peso.
d. mellito: Ormai considerato da tempo non più una malattia, ma una sindrome che raggruppa numerose condizioni morbose, eterogenee dal punto di vista etiopatogenetico ma con il comune denominatore dell'iperglicemia.
d. Mellito Insulino-Dipendente: (IDDM) (vedi d. tipo 1)
d. Mellito Non Insulino-Dipendente: (NIDDM) (vedi d. tipo 2)
d. mellito non insulino-dipendente a esordio giovanile: (Vedi MODY).
d. renale: È una malattia, assai rara, caratterizzata da un abbassamento della soglia renale, con conseguente glicosuria a glicemie basse. È conseguenza di un difetto dei tubuli renali e non ha nulla a che vedere con il d. mellito.
d. secondario: (Secondo le nuove classificazioni "Altri tipi specifici") È causato da altre malattie, traumi o farmaci. (Vedi anche Diagnosi e classificazione del diabete mellito: nuovi criteri)
d. subclinico: Termine in disuso (vedi Alterata tolleranza al glucosio)
d. tipo 1: È una condizione cronica in cui il pancreas produce poca o non produce affatto insulina in quanto le cellule Beta del pancreas sono state distrutte tramite un processo immunologico errato (autoimmune). L'organismo non è così in grado di usare il glucosio (zucchero del sangue) per produrre energia. I sintomi del diabete tipo 1 generalmente appaiono purtroppo quando la distruzione delle cellule beta è ormai praticamente conclusa. I sintomi sono: aumento della frequenza e della quantità di urina, diminuizione di peso, fame, sete. Per controllare il diabete con successo, il paziente deve praticare giornalmente diverse iniezioni di insulina, seguire una dieta, e fare il più possibile esercizio fisico. Deve inoltre controllare frequentemente i livelli della glicemia nel sangue. Solitamente l'esordio della malattia avviene durante l'infanzia e raramente dopo i 40 anni. Per questo è conosciuto anche come "diabete giovanile". (Vedi anche Diagnosi e classificazione del diabete mellito: nuovi criteri)
d. tipo 2: È la forma più comune di d. mellito; si stima che circa il 90-95% delle persone affette da diabete contraggano quello di tipo 2. A differenza di quello insulino-dipendente, in cui il pancreas non produce insulina, le persone con diabete mellito non-insulino dipendente, sono in grado di produrre insulina. Tuttavia, il loro organismo non ne produce una quantità sufficiente o le loro cellule mostrano una certa resistenza all'azione dell'insulina. Le persone con NIDDM spesso riescono a controllare la loro condizione semplicemente perdendo peso tramite una dieta adeguata ed esercizio fisico. Se invece questo non basta, devono ricorrere a farmaci ipoglicemizzanti orali combinati alla dieta e all'esercizio fisico. In alcuni casi si rende anche necessaria la somministrazione di insulina dall'esterno. Generalmente il NIDDM colpisce individui di età superiore ai 40 anni. La maggior parte di essi sono sovrappeso. Il diabete mellito non insulino-dipendente viene generalmente chiamato "diabete dell'adulto". (Vedi anche Diagnosi e classificazione del diabete mellito: nuovi criteri)
Diagnosi precoce Identificazione della malattia prima che ne insorgano i sintomi classici. Per una d. precoce del diabete, secondo le nuove raccomandazioni, i controlli preventivi dovrebbero essere effettuati su persone di almeno 45 anni di età e dovrebbero essere ripetuti ogni tre anni. I controlli andrebbero inoltre effettuati sulle persone più giovani e più frequentemente se obese, con parenti di primo grado con diabete mellito, di etnia a rischio, le donne che hanno partorito bambini di peso superiore 4Kg, e/o diagnosticate con diabete gestazionale, le persone ipertese e/o con colesterolo alto e/o con alterata tolleranza al glucosio. Dialisi Lavaggio del sangue per l'eliminazione delle sostanze di rifiuto, come l'urea, in caso di insufficienza renale. Esistono due tipi di d.: l'emodialisi e la d. peritoneale.
emodialisi: si effettua tramite una macchina che filtra il sangue tramite un sistema di tubi.
d. peritoneale: può di essere eseguita a domicilio. Si irrora il peritoneo tramite un tubo con una speciale soluzione, che assorbe i rifiuti organici, poi rimossi.Diario Annotazione su apposito libretto, schede o memoria elettronica dell'andamento del diabete (glicemie, dieta, eventi particolari, ecc.). Dichiarazione di Saint-Vincent Linee guida per il controllo del diabete e delle sue complicanze. (vedi D. d. S. V.). Dieta Regime alimentare girnaliero consigliato. Nel diabete assume una grande importanza seguire le raccomandazione dietetiche dei medici che hanno in cura il paziente. Dietista Esperto in nutrizione. English: Dietitian, Nutritionist Disidratazione Carenza di liquidi. Spesso si verifica all'esordio della malattia in quanto il paziente elimina una grande quantità di liquidi per eliminare il glucosio in eccesso nelle urine. Gli stati più gravi di disidratazione si osservano in presenza di coma e possono pregiudicare la sopravvivenza del paziente se non si interviene tempestivamente. Dislipidemia (Vedi Iperlipidemia) Dislipidemici, farmaci Nel paziente diabetico in genere si tende a trattare farmacologicamente un quadro di dislipidemia anche quando i valori del colesterolo e/o dei trigliceridi in un paziente normale sarebbero semplicemente tenuti sotto controllo con la sola dieta e questo perché l'essere affetti da Diabete Mellito rappresenta un fattore di rischio ulteriore che sommato all'alterato assetto lipidico aggravano la situazione del paziente. Dolcificanti (Vedi Edulcoranti)
Fonti: Lombardi, R.: "Comunicare in diabetologia", Editrice LifeScan Italia, Cologno Monzese (MI), 1998
Guida al diabete '98, Edizioni TierreData ultimo aggiornamento: Ven, 23 Luglio 1999 6:30.00
URL: http://www.progettodiabete.org/clinica/d3_04.html
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