Brani tratti dal Prontuario terapeutico del dott. Edmondo Venezian (Ospedali Riuniti di Roma)

Preparati di pancreas e dieta nel diabete

Anno 1925

Preparati di pancreas

L’opoterapia pancreatica ha acquistato recentemente un’importanza straordinaria con la scoperta dell’Insulina (BANTING), preparato proveniente dalle isole di Langerhans, le quali mediante speciali ormoni, regolano il ricambio dei carboidrati, nel senso di stimolare la glicolisi o di inibire le glicogenesi.

Indicazioni: Dato l’altissimo costo e la necessità che la cura sia diretta da un serio competente per le necessarie indagini (glicemia), le idee oggi prevalenti restringono attualmente le indicazioni dell’insulina ai seguenti casi: 1. coma; 2. diabete complicato (ascessi, favi, ulcere perforanti, disturbi nervosi vari, ecc.); 3. diabete infantile; 4. diabeti comuni a tendenza grave (in questi a periodi di qualche settimana, durante i quali il paziente migliora nelle sue condizioni generali, aumenta in peso, ecc.)

La cura con insulina non esclude, né può sostituire la terapia dietetica: il 75% circa dei diabetici si gioverebbero della cura dietetica e potrebbero fare a meno dell’insulina.

L’insulina è un medicamento pericoloso: introdotta in dose eccessiva produce ipoglicemia e quindi senso di fame morbosa, debolezza, fenomeni vasomotori, sudore e infine coma. Il solo caso in cui il medico deve usarla d’urgenza è il coma. In questo caso si possono iniettare senza preventivi esami, data l’indicazione vitale, 20 unità di insulina LILLY ipoderm.; ripetendo a distanza di qualche ora l’iniezione. Frattanto si sarà prelevato il sangue per la misura della glicemia, onde regolarsi nella continuazione della cura.

Dieta nel diabete

Regole generali secondo JOSLIN: impedire l’iperglicemia eccessiva, quindi ridurre la glicemia fino al punto in cui le urine siano prive di zucchero. Perciò, dopo aver messo 2-3 giorni il paziente a digiuno (somministrando solo the, cognac, caffé, bevande alcaline), si concedano una certa quantità di proteine e di grassi (per esempio carne gr.200, burro gr. 50) in una quantità ben determinata di idrati di carbonio (per esempio 50 gr. di pane bianco contenenti esattamente 25 gr. di i. di c.). Si esaminano quindi le orine e si aumentano o diminuiscono gli i. di c. in conseguenza. Quando, in seguito a un aumento della razione di i. di c., le urine già prive di zucchero, dimostrano le prime tracce di glucosio, ci si ferma e si tramuta la quantità di i. di c. raggiunta col pane, in una quantità eguale di i di c. contenuta negli alimenti che il malato desidera.

Esempio: a un paziente, dopo due giorni di digiuno vennero dati al terzo giorno: carne gr.200; verdura (spinaci, bieta) cotta 3 volte; quindi privata degli scarsi i. di c. che contiene, gr. 200; uova 4; formaggio (bel paese) gr. 40; prosciutto gr. 50; burro gr. 30; pane bianco gr. 50. Le orine della giornata non contengono ancora zucchero.

Questo compare solo al sesto giorno, allorché si sono somministrate gr. 110 di pane. L’individuo ha una tolleranza di circa 60 gr. di i. di c. che si potranno somministrare sotto quest’altra forma: latte fresco gr. 200 (cioè gr. 10 di i. di c.); patate in umido gr. 150 (cioè gr. 25 di i. di. c.); pane gr. 50 (cioè gr. 25 di i. di. c.).

Naturalmente questo schema è molto semplicista e specialmente non può valere per i casi gravi e complicati.

Nella prescrizione della dieta di un diabetico occorre ancora rammentare le seguenti considerazioni:
a) la tolleranza non è uguale per le varie specie di i. di c., e varia anche da ammalato a ammalato. Gli i. di c. meglio assimilati sono per lo più i seguenti: lattosio, levulosio o zucchero di frutta, farina d’avena;
b) il metabolismo delle proteine è anch’esso alterato, e specialmente nelle forme gravi, gli albuminoidi contribuiscono alla formazione di zucchero; perciò si debbono somministrare con parsimonia (80-100 gr. di proteina pro die). B. NOORDEN restringe di quando in quando, per periodi di 10-14 giorni, la razione di albumina fino alla quantità di 60-70 gr. per die. Inoltre sarà bene largheggiare in proteine vegetali, non chetogene; le proteine animali sono chetogene e possono peggiorare il ricambio dei carboidrati;
c) I grassi sotto forma di burro, olio, lardo, creme, formaggi, sono abbastanza largamente utilizzabili, limitatamente ai poteri digestivi del paziente. Però essendo chetogeni, nel diabete grave occorre usarne con prudenza, tenendo l’ammalato in osservazione;
d) L’alcool, secondo le opinioni più diffuse, va concesso i nquantità modicissima, in forma di vino asciutto, di cognac... Proibiti sono: champagne, vin idolci, birra;
e) La razione globale del diabetico deve insomma essere piuttosto scarsa, considerando però anche che una parte delle calorie introdotte va perduta sotto forma di zucchero ed eventualmente di corpi acetonici.

A. MATRINET schematicamente così classifica i cibi nei riguardi dell’alimentazione del diabetico:
1. Cibi permessi: carni di qualunque specie e comunque preparate, ad eccezione dei condimenti in cui entrino farine. Pesci. Crostacei.
Uova.
Grassi animali e vegetali (burro, creme, olio, formaggi, lardo, ecc.)
Verdure fresche: cicoria, indivia, lattuga, spinaci, sedani, cavoli, insalata, asparagi.
Frutta: noci, mandorle, olive.
Minestre di carne e vegetali.
Bevande: acqua, acque alcaline, carboniche, vino asciutto, the e caffé.
Come sostanza edulcorante: saccarina alla dose di 0.10-0.20 per die.
2. Cibi da concedere con riserva: Latte, latticini, formaggi freschi.Patate, navoni, ravanelli, fagiuoletti, cavoli, carciofi, funghi. Aranci, fragole, lamponi, ciliege. Pane di avena, di segala.
3. Cibi assolutamente proibiti: Riso; farine; patate aliementari. Piselli, lenticchie, fave, fagiuoli, castagne, carote, cipolle. Pasticceria. Uva, datteri, fichi, prugne, pesche, marmellate. Birra, champagne, vini dolci, sciroppi, cioccolato.


Brani tratti dal Prontuario terapeutico del dott. Edmondo Venezian (Ospedali Riuniti di Roma), anno 1925
Ricerca a cura di Guido Seu

Data ultimo aggiornamento: Giovedì, 22 Settembre 2005 6:30:00
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