Il caso Paulescu a cura di Carmelo D'Alessio
È imbarazzante e sgradevole il malaugurato caso occorso a Nicolas Constantin Paulescu (1869-1931), in quella famosa estate del 1921.
Poco prima che Banting e Best inizino la loro attività di ricerca e, ancora, mentre questa è in atto, Paulescu, professore di Fisiologia all'Università di Bucarest, trasmette alla Società Rumena di Biologia quattro comunicazioni - tra l'aprile e il giugno 1921 - sui risultati di esperimenti condotti sulla ricerca, isolamento ed effetti del principio antidiabetico del pancreas, denominato dall'Autore "Pacrèine".
Il 31 agosto 1921, una quinta comunicazione riassuntiva è pubblicata sugli Archives Internationales de Physiologie, vol. XVIII e conclude un ciclo di studi iniziato nel 1916.
I risultato ottenuti dal rumeno sono perfettamente sovrapponibili a quelli conseguiti dai due di Toronto: l'iniezione di estratto acquoso di pancreas nella giugulare o in rami della vena porta di un cane diabetico per pancreasectomia, è seguita da rapida caduta della glicemia e della acetonemia.
Ne deriva, quindi, che Paulescu batte sul tempo - di 5 mesi - la pubblicazione finale di Banting e Best, edita nel febbraio 1922.
Resta il fatto, però, che Paulescu non è proposto per il premio Nobel. La sola possibilità che gli rimane è allora quella di attirare l'attenzione del Comitato Nobel sul proprio nome e sulle proprie ricerche per mezzo dello stesso Banting (subito proposto, invece, insieme a Macleod).
È proprio qui che si verifica l'incidente: a pag. 467 del volume III di "The Journal of Laboratory and Clinical Medicine", febbraio 1922 ("Internal secretion of the pancreas"), Banting scrive: "He (Paulescu) states that injections into peripheral veins produces no effect and his experiment show that the second injection do not produce such marked effect as the first". Ciò è appunto il contrario di quanto è riferito nel lavoro di Paulescu.
La pubblicazione conclusiva di Banting, presentata alla Commissione del Nobel, esclude così Paulescu dall'agone in modo definitivo. In ogni caso, non essendo pervenuta in alcun modo, e nel tempo consentito, al Comitato Nobel segnalazione certa della scoperta di Paulescu, nel 1923 il premio è assegnato a Banting e a Macleod. Paulescu non è ricordato in nessun modo.
Negli anni immediatamente precedenti la celebrazione del 50° anniversario della scoperta dell'insulina, il diabetologo rumeno Ian Pavel, prepara una campagna per il riconoscimento della priorità della scoperta al suo connazionale. Si scrive anche a Best che si limita ad esprimere il proprio rincrescimento e la dichiarata incampacità di comprendere come fosse potuto accadere un simile errore.
Alla fine del 1969, il Comitato Nobel riconosce i diritti di Paulescu. Il Professor Tiselius, allora direttore dell'Istituto Nobel, pur prendendo atto della situazione verificatasi quasi in cinquantennio prima, afferma che la costituzione del Nobel non contempla la soluzione di casi analoghi, e sottolinea anch'egli le critiche dalle quali fu accompagnata e seguita l'assegnazione del premio nel 1923, soprattutto in relazione all'esclusione di Charles Best. "Secondo me", scrive Tiselius, "Paulescu era altrettanto meritevole del premio...e pur non essendo questi stato regolarmente proposto, la Commissione Nobel avrebbe potuto aspettare un anno ancora". Resta la speranza, conclude Tiselius, che il lavoro-pioniere di Paulescu sia riconosciuto in occasione della celebrazione del 50° anniversario, come poi è avvenuto.
Il fatto in questione, non sappiamo se accidentale o intenzionale, ci porta, per nulla sminuendo i meriti dei due canadesi, a riconoscere una certa paternità, almeno cronologica, a Paulescu, nella scoperta della pancreina, assegnandogli il giusto ruolo che gli spetta nel vasto campo della storia della medicina.
Infine, tutto ciò è accaduto, anche perché solo la potenza organizzativa americana poteva rendere disponibile ai diabetici l'insulina in breve tempo.
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Adattamento e sintesi a cura di Carmelo D'Alessio
Data ultimo aggiornamento: Ven, 19 Novembre 1999 6:30.00
URL: http://www.progettodiabete.org/clinica/d12_02_bis.html
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