Medicina tradizionale indiana e diabete di tipo 2
Ayurveda
di Elena Invernizzi
La medicina tradizionale indiana, di origine antichissima, era stata in grado di cogliere alcune caratteristiche di varie malattie che sono state studiate dalla scienza medica moderna soltanto in tempi relativamente recenti.
In particolare aveva evidenziato alcuni aspetti patologici del diabete di tipo 2 sviluppando teorie che per alcuni tratti, se non nella forma, almeno nel contenuto sono riconducibili alla attuale visione della malattia.Ayurveda è un temine sanscrito che deriva dall'unione dei termini Ayu e Veda, che significano rispettivamente Vita e Scienza.
Questa conoscenza ci è stata tramandata dai Veda, libri di carattere religioso le cui origini sono antichissime.
L'Ayurveda si basa sulla filosofia Samkhya (da Sat=verità e khya=conoscenza) sviluppata dagli antichi luminari indiani, i Rishi.
Per un approfondimento sulle basi religioso-filosofiche di questa disciplina rimandiamo a fonti più specialistiche.Qui accenniamo soltanto ad alcuni tratti del pensiero ayurvedico, in particolare a quelli che fanno riferimento all'interpretazione e alla cura del diabete di tipo 2.
Bisogna premettere che la medicina ayurvedica prevede l'esistenza di tre forze o DOSHA: VATA (aria), PITTA (fuoco) e KAPHA (acqua).
Ogni essere possiede, secondo l'ayurveda, una propria costituzione data dalla mescolanza in certe percentuali dei tre dosha.
Secondo questo schema esistono quindi diverse tipologie di persone a seconda di quale sia il dosha predominante.
Le caratteristiche dei dosha sono dette guna: sono le qualità attribuite ad ogni singolo dosha.
Ad esempio ad un individuo di tipo kapha, cioè in cui predomina la costituzione kapha, saranno legati gli attributi di pesante, superficiale-lento, freddo, oleoso, viscoso-liscio, denso, tenero, statico, grossolano, opaco.
Quello che sostiene la filosofia ayurvedica è che una persona che abbia come carattere prevalente quello kapha sia portata, in seguito a un cattivo stile di vita o a squilibri alimentari, a sviluppare malattie come il diabete di tipo 2.
Questo perché se un tipo kapha mangia in eccesso alimenti che hanno le stesse guna o qualità della propria costituzione (ad esempio il formaggio, che presenta alcune delle caratteristiche kapha) si può creare un aumento di quel particolare dosha tale da sbilanciare il suo personale equilibrio delle forze.
Se la persona è in armonia il corpo è in grado di trasformare il cibo in energia.
Se invece c'è uno squilibrio il cibo non viene digerito bene e il kapha in eccesso si accumula nel corpo dando origine ad una sostanza detta ama (termine ayurvedico che descrive la sostanza non metabolizzata, essenzialmente kapha corrotto).
Il kapha trasformato in ama (che, per le sue caratteristiche è associabile al grasso), si deposita nei tessuti e rompe l'equilibrio fra grasso e muscolo.
Questo, secondo la medicina ayurvedica, compromette il metabolismo degli zuccheri.
Per la medicina ayurvedica sarebbe questa la causa del diabete di tipo 2 e per questo, nell'ambito di una filosofia mirante a ricostituire l'equilibrio e l'armonia della persona, la medicina ayurvedica fornisce diverse indicazioni di carattere alimentare che sarebbero in grado di contribuire a riattivare un corretto metabolismo degli zuccheri.
In genere, nell'ambito dei rimedi tradizionali ayurvedici, si consigliano cibi amari, piccanti e astringenti, proprietà in grado di contrastare il kapha in eccesso e disintossicare l'organismo.Dall'analisi di questa particolare "teoria" sulle cause della malattia possiamo osservare come, seppur nell'ambito di una visione del mondo che fa riferimento a canoni pre-scientifici (almeno per quanto riguarda la catalogazione delle cosiddette "forze" o dosha che regolano l'esistenza), siano stati colti alcuni punti fondamentali della malattia, punti che in parte sono stati confermati in ambito scientifico dalla medicina ufficiale.
Infine le indicazioni di carattere alimentare fornite dalla medicina ayurvedica sono spesso in linea con il regime dietetico consigliato nel caso di diabete dalla medicina ufficiale.
Infatti spesso l'accumulazione del grasso corporeo sta alla base dell'insulinoresistenza delle cellule all'azione metabolica dell'insulina prodotta dal pancreas e quindi di assorbire il glucosio dal sangue.
Inoltre, l'accenno alla natura innata di una particolare "costituzione" attribuibile ad ogni individuo in maniera univoca si può vedere come una antelucana intuizione dell'esistenza di una caratterizzazione genetica della persona, quindi all'idea del DNA e della natura congenita di certe malattie.
La base del regime alimentare ayurvedico è data da una dieta vegetariana povera di grassi e con alto contenuto di fibra. Vengono inoltre consigliati cibi ricchi di carboidrati complessi piuttosto che di zuccheri semplici.Comunque, a chi fosse interessato alle indicazioni della medicina tradizionale indiana consigliamo di leggere alcuni articoli di cui forniamo il link, ma prima di tutto, di rivolgersi al proprio medico diabetologo per essere in grado di discernere quanto di questa antichissima conoscenza sia applicabile al caso specifico del diabete e quanto invece sia frutto di interpretazioni arbitrarie.
Fonti: www.healthwell.com ; www.naturalismedicina.com
Data ultimo aggiornamento: Ven, 4 Giugno 1999 6:40.00
URL: http://www.progettodiabete.org/clinica/d10_3.html
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