Avvertenza
L'uso delle erbe e delle piante in genere, deve essere sempre praticato con molta prudenza, e soprattutto in accordo con il team diabetologico che ha in cura il paziente. "Naturale" non è sinonimo di sicurezza per la salute. Inoltre non ci si deve illudere che le erbe possano fornire un rimedio sostitutivo (cioè alternativo a quanto offre la medicina tradizionale) ed efficace (definitivo) del diabete, soprattutto se parliamo di diabete insulino-dipendente.
Un'alimentazione sana e naturale può aiutare nel controllo del diabete, aiuta a prevenire alcune complicanze e a controllare meglio la propria glicemia, ma soprattutto può migliorare la qualità della propria vita. Non dimentichiamo che una buona e sana alimentazione è consigliabile a tutti e non solo ai diabetici.
Ginkgo Biloba
un albero medicinaledi Giuseppe Chella
Con l'avanzare dell'età la memoria è la prima facoltà che viene meno. Non ci si rende conto di perdere gradualmente l'olfatto e tanto meno la capacità di ragionare. Ci si accorge, però, che non si è più in grado di ricordare avvenimenti recenti ed il nome di qualcuno che si è incontrato poco tempo prima.
Si vorrebbe poter migliorare e mantenere la memoria fino a tarda età e non c'è nulla di più esasperante che provare a ricordare qualche cosa e non riuscirci. Non solo l'età avanzata riduce la memoria, ma anche le carenze alimentari, il fumo, alcune medicine (sedativi, antidepressivi), l'alcol ed alcuni conservanti ed additivi chimici.
Ci sono due tipi di memoria: a breve ed a lungo termine. La memoria a breve termine permette di mantenere l'informazione per un periodo molto limitato di tempo, mentre quella a lungo termine comporta una vera e propria registrazione e funziona come un archivio, molto ampio, in grado di conservare una grande mole di dati. Da sottolineare è il fatto che l'anziano ricorda meglio le informazioni che provengono attraverso il canale visivo piuttosto che sotto forma di stimoli uditivi. È più facile poi, e questo vale per tutti, ricordare un concetto associato ad un'immagine che non un concetto astratto. Si ricordano meglio, per esempio, la forma ed il colore delle medicine che si devono prendere piuttosto del nome riportato nella confezione.In aiuto della nostra memoria c'è un albero medicinale, che può migliorarla ed alleviare alcuni sintomi dell'età che avanza: il gingko biloba, considerato dai botanici un vero "fossile vivente".
Testimonianze fossili indicano infatti che questa pianta era presente sulla Terra da oltre cento milioni di anni: è l'unica specie sopravvissuta di una famiglia di piante diffuse nel giurassico, all'epoca cioè, dei grandi dinosauri.
Originario della Cina, scomparve quasi duemila anni fa a causa dell'espansione di tante coltivazioni, ma fu salvato dai monaci buddisti che lo consideravano un albero sacro e lo coltivavano nelle vicinanze dei loro templi. Alle temperature elevate il gngko biloba secerne una resina che ritarda la combustione; si pensa che la proprietà di proteggere dal fuoco sia anche una delle ragioni per cui questi alberi circondano i templi buddisti, ancora oggi, specialmente in Cina ed in Giappone.
Le sue foglie sono usate dall'antica medicina cinese da migliaia di anni. Il tè fatto con esse è considerato un tonico per la mente, le dà vigore; ed è per questo che è apprezzato soprattutto dai cinesi più anziani.In questi ultimi anni nel mondo scientifico c'è un grande interesse per lo studio delle proprietà medicinali del gingko biloba. Si è costatato che l'estratto delle sue foglie ha un'azione vasodilatatrice, provoca un aumento dell'apporto di sangue e di ossigeno al cervello, migliora complessivamente il funzionamento della mente e favorisce la circolazione microcapillare periferica. Le foglie sono ricche di flavonoidi, terpeni, vitamina C e di carotenoidi simili al betacarotene, princìpi dalle proprietà antiossidanti, utili per combattere l'arteriosclerosi. I farmaci a base di questa pianta si assumono per via orale e sono ben tollerati perché praticamente privi di tossicità.
Recentemente una grande azienda fitofarmaceutica europea ha effettuato un grosso impianto di questi alberi nel Sud Carolina (Usa) e gli estratti ricavati dalle foglie li commercializza in America e in Europa.
Il gingko biloba è un albero dioico: esistono di esso, cioè, piante che portano solamente fiori maschili e piante che portano solamente fiori femminili. Può raggiungere i 30 metri d'altezza; dalla crescita lenta, secondo gli studiosi potrebbe vivere migliaia di anni e per questo è chiamato "l'albero dell'eterna giovinezza".
Il primo esemplare giunse in Europa nell'orto botanico di Utrecht, in Olanda, solamente nel 1730; in Itala fu importato, dalla Cina, dai veneziani e dapprima coltivato nelle ville dei patrizi veneti. Ora è presente in tutti gli orti botanici d'Italia ed in molti parchi e giardini.
Le sue foglie hanno la forma caratteristica di un ventaglio, simile a quella delle piccole foglie del capovenere; di un colore verde chiaro in primavera, diventano più scure durante l'estate e giallo dorate in autunno. In Cina ed in Giappone vengono messe tra le pagine dei libri per preservarli dai parassiti. I frutti sono immangabili.
Oltre ad essere uno straordinario albero con proprietà medicinali, il ginkgo biloba è una bellissima pianta ornamentale che si adatta molto bene al clima italiano e merita, pertanto, una più vasta diffusione.
Proprietà del gingko biloba
- Azione vasodilatatrice
- Migliora la circolazione sanguigna del cervello
- Azione antiossidante contro i radicali liberi
- Favorisce la circolazione microcapillare periferica
Tratto da: Città nuova, Anno XLI, N.19, 10 ottobre 1997.
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