Avvertenza

L'uso delle erbe e delle piante in genere, deve essere sempre praticato con molta prudenza, e soprattutto in accordo con il team diabetologico che ha in cura il paziente. "Naturale" non è sinonimo di sicurezza per la salute. Inoltre non ci si deve illudere che le erbe possano fornire un rimedio sostitutivo (cioè alternativo a quanto offre la medicina tradizionale) ed efficace (definitivo) del diabete, soprattutto se parliamo di diabete insulino-dipendente.
Un'alimentazione sana e naturale può aiutare nel controllo del diabete, aiuta a prevenire alcune complicanze e a controllare meglio la propria glicemia, ma soprattutto può migliorare la qualità della propria vita. Non dimentichiamo che una buona e sana alimentazione è consigliabile a tutti e non solo ai diabetici.


Erba Medica, ricca di proteine vegetali
(Medicago sativa L.)


Famiglia:
Leguminose

Caratteristiche:
È pianta perenne, d’aspetto erbaceo, alta fino agli 80 cm , ha un fusto ramificato eretto e ricco di numerosi germogli laterali, dai quali, dopo il taglio, si originano nuovi fusti. Le foglie sono stipolate, oblunghe, alterne, trifogliate e con margine denticolato. I fiori sono di colore violaceo e nascono riuniti in racemi all’ascella delle foglie e sono pentapetali. I frutti sono legumi spiratati, con superficie reticolata e pubescente. Le radici sono profonde e permettono alla pianta di assorbire le sostanze nutritive dal profondo del suolo.

Specie simili:
Medicago sativa falcata (si differenzia per il legume a forma di piccola falce, per il fusto rossastro e spesso vischioso, per la corolla più piccola e di colore giallo).

Distribuzione:
L’erba medica è originaria dell’Asia occidentale, ma è diffusa ovunque.

Habitat:
Cresce nei prati aridi, negli incolti, al bordo dei campi.

Altri nomi:
Sinonimi con cui è chiamata l’erba medica: medicago agropyretorum Vassilczenko, Medicago jemenensis Sinskaya, Medicago ladak, Medicago transoxana, ecc. E’ chiamata anche con i nomi volgari d’Erba medica, erba Spagna, Alfa-alfa, Lucerne.

Curiosità:
L’ Alfalfa, detta anche erba medica, è utilizzata nell’alimentazione del bestiame perché ricca di proteine vegetali, ma possiede anche sorprendenti virtù curative. Coltivata nella Media, fin dai tempi più remoti, fu introdotta in Grecia dai Persiani nel 492-490 a.C. In Italia è giunta tra il 200 ed il 150 a.C. I latini n’esaltarono le virtù. Scrisse Columella Lucio Giunio nel 1° sec. d.C.: “L’Erba medica è la migliore foraggera eximia, primo perché seminata una volta dura dieci anni, poi perché ogni anno si sfalcia quattro volte ed anche sei, perché ingrassa il campo, perché anche l’armento più patito si rimette mangiandola, perché è un ottimo rimedio per il bestiame malato, perché un solo iugero d’erba medica basta ed avanza per nutrire tre cavalli per tutto l’anno…” . Nel I secolo d.C., l’erba medica apparve nelle oasi dell’Africa. Molto amata dalle api, possiede sorprendenti virtù per migliorare le proprietà fisiche degli animali e del terreno, ma ha effetti benefici anche per la salute dell’uomo.
Il nome generico della pianta deriva dalla regione della Media, antica regione dell’Asia occidentale; il nome volgare d’Alfa-alfa sembra invece derivare dall’arabo “Al-Fal-Fa con il significato di “padre di tutti i cibi”.

Parti che si utilizzano:
parti aeree, foglie

Principi attivi:
Contenuti in principi attivi: le foglie dell’erba medica contengono isoflavoni, betacarotene, vitamine (A, E, C, D, K, B1, B2), enzimi, acidi fenolici, minerali (calcio, fosforo, rame, zinco, selenio, silicio, fosforo e potassio), soflavoni, il cumestrolo (la cui struttura è simile all’estradiolo che ha proprietà estrogene), medicagolo cumarine: sostanze che vanno a regolare la produzione ormonale naturale del corpo. La pianta è anche ricca di clorofilla.

Proprietà:
L’erba medica, insieme con l’orzo, il frumento e la spirulina (che contengono pure clorofilla) è d’aiuto nella guarigione di anemia, emorragie, diabete, gastrite, ulcere, disordini del colon, cattivo odore e alito cattivo. E’ un’erba dolciastra, astringente, fresca, antiemorragica, diuretica e ricca di minerali. Dalle sommità fiorite dell’erba medica gli erboristi ricavano un prodotto utile per stimolare l’appetito, utile negli stati di convalescenza (agisce come tonico generale), per curare alcune forme d’anemia, per le carenze della vitamina K e per i problemi derivanti dalle emorragie. E’ considerata anche una pianta utile nella cura dell’osteoporosi, nell’abbassare il colesterolo alto e nel rimuovere le tossine nel sangue. La pianta, infine, favorisce la digestione e rinforza unghie e capelli.

Effetti indesiderati e controindicazioni:
Non deve essere somministrata in pazienti con malattie autoimmuni, nell’artrite reumatoide, nell’iperestrogenismo. Nei semi e nelle parti aeree della pianta, in alta concentrazione, è presente la cananavina, ben conosciuta per la sua tossicità negli animali. Nell’uomo, invece, è stata evidenziata una pancitopenia (contempiranea diminuzione di globuli rossi e piastrine presenti nel sangue) associata all’ingestione dei semi. L’erba medica potrebbe interferire con una concomitante terapia ormonale (compresa la pillola anticoncezionale) per la sua documentata attività estrogenica, e potrebbe anche interferire con farmaci anticoagulanti per il suo contenuto in cumarine. Attenzione nei pazienti sofferenti di diabete e la si dovrebbe anche sconsigliare nell’allattamento. Sconsigliata in gravidanza in quanto potrebbe provocare morte del feto. È stato, inoltre, segnalato che sia i semi che la pianta intera indurrebbero una sindrome simile al Lupus eritematoso sistemico nelle scimmie; è sconsigliato anche in quei pazienti che presentino malattie su base immunologica (lupus in particolare).


Adattamento a cura di Guido Seu
Fonti: Il Messaggero Giovedì 31 Marzo 2005; AFISNA - Accademia di Fitomedicina e Scienze Naturali

Data ultimo aggiornamento: Lunedì, 4 Aprile 2005 6:00.00
URL: http://www.progettodiabete.org/clinica/d10_1_16.html




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