Avvertenza

L'uso delle erbe e delle piante in genere, deve essere sempre praticato con molta prudenza, e soprattutto in accordo con il team diabetologico che ha in cura il paziente. "Naturale" non è sinonimo di sicurezza per la salute. Inoltre non ci si deve illudere che le erbe possano fornire un rimedio sostitutivo (cioè alternativo a quanto offre la medicina tradizionale) ed efficace (definitivo) del diabete, soprattutto se parliamo di diabete insulino-dipendente.
Un'alimentazione sana e naturale può aiutare nel controllo del diabete, aiuta a prevenire alcune complicanze e a controllare meglio la propria glicemia, ma soprattutto può migliorare la qualità della propria vita. Non dimentichiamo che una buona e sana alimentazione è consigliabile a tutti e non solo ai diabetici.


Stevia, foglie come zucchero

Stevia Rebaudiana.
fam. Asteraceae


La Stevia è un piccolo arbusto perenne, originaria del Centro America, precisamente di una zona fra Paraguay e Brasile. Vegeta nei luoghi sabbiosi montani a cespuglio, alta fino a 80 cm, ha foglie opposte, oblunghe seghettate lunghe circa 5 centimetri e larghe 2, i fiori sono piccoli e bianchi.
Le foglie contengono glucosidi diterpenici (Stevioside e Rebaudiside che hanno un marcato sapore dolce), proteine, fibre, carboidrati, ferro, fosforo, calcio, sodio, potassio, magnesio, zinco, un flavonoide (rutin) , Vitamina A e C ed un olio che contiene a sua volta più di 50 elementi.

È usata dagli indiani Guaranay fin dai tempi più remoti per addolcire i loro "yerbe mate" e altre bevande stimolanti. Dalle foglie di questa pianta, prive di calorie ma trenta volte più dolci dello zucchero, si può ottenere un succo concentrato molto dolce, da cui si può ricavare una polvere bianca, anch'essa , dolcissima (dalle 70 alle 400 volte più dolce dello zucchero). Sia il succo che le foglie tritate hanno un sapore dolce con un retro gusto aromatico che richiama quello della Liquirizia e dell'Anice. Con le foglie tritate si può cospargere il cibo che si vuole addolcire, le particelle, rimanendo integre, danno una sensazione di dolcezza più duratura.
Lo Stevioside e il Rebaudioside non vengono metabolizzati e non contengono calorie, hanno l'aspetto di polvere bianca, se raffinati, e sapore molto dolce. Si possono ottenere per estrazione idroalcolica o acquosa con successiva evaporazione del liquido estrattivo. Nei luoghi di origine la Stevia è considerata una delle migliori piante officinali esistenti, infatti, oltre al potere dolcificante, le vengono riconosciute proprietà, ipotensive, antifungine e ipoglicemiche, per cui è utilizzata per regolare il tasso di glucosio nel sangue, per ridurre il desiderio di dolci, per attenuare l'appetito, per migliorare la digestione e per prevenire la carie e le infezioni gengivali. La foglia intera è benefica non solo per l'organismo ma anche per la pelle, le maschere facciali fatte con le sue foglie distendono e ammorbidiscono l'epidermide.

I conquistadores spagnoli portarono in Europa, per primi nel sedicesimo secolo, notizie "della pianta dolce del miele" usata dai nativi del Sud America. Tuttavia, la prima descrizione scientifica della Stevia si deve al botanico paraguaiano M. S. Bretoni nel 1899 e solo intorno al 1908 è stata segnalata la presenza dei primi dolcificanti a base di Stevia.
Ancora oggi a Rio De Janeiro si sta continuando a studiare l'uso della Stevia che viene considerata il dolcificante del futuro. Nella città di Bilingui la pianta è talmente popolare che in tutti i bar si può trovare il il the di Stevia; inoltre questa pianta è usata per dolcificare i succhi di frutta, i frappè, il latte ed il caffè.
Tuttavia, attualmente i derivati della Stevia, non sono in vendita come gli altri dolcificanti nell'Unione Europea e neppure in U.S.A. e in Canada, perché, sostengono gli esperti: "Non ci sono abbastanza dati per concludere che il suo uso sia sicuro". Mentre in Giappone dagli anni '70, quando furono messi in discussione molti dolcificanti, la Stevia e i suoi derivati vengono utilizzati per edulcorare alimenti e fin'ora non sono stati segnalati effetti avversi.

Gli scienziati europei sostengono che la Stevia e i suoi derivati potrebbero avere qualche influenza sul sistema riproduttivo maschile. Infatti, quando topi maschi venivano alimentati con alte dosi di Stevioside per 22 mesi, la produzione di sperma risultava ridotta ed inoltre un ampio uso di Stevioside può interferire con l'assorbimento dei carboidrati e impedire la conversione dei cibi in energia nelle cellule.

La piantina può essere acquistata presso qualsiasi vivaio, ed è facile da coltivare, d'estate si tiene all'esterno, in giardino o sul balcone o in un contenitore per piante ricadenti, il vaso deve essere ben drenato, perché i ristagni di acqua, le procurerebbero danni alle radici, il substrato deve essere un miscuglio di torba bionda 60% e di torba scura 40%. La pianta deve essere cimata a 10-12 cm di altezza così si avrà sempre lo sviluppo di getti ascellari che andranno cimati a loro volta per ottenere tralci robusti ad alto potere dolcificante, le foglie vanno essiccate all'ombra. La maggiore produttività si ha dalla primavera all'autunno, con i primi freddi è opportuno tenere la pianta all'interno, ma ben esposta alla luce.


Adattamento a cura di Guido Seu
Fonte: Bosco Mastromarino C., Stevia. Medico (inserto del Giornale della Previdenza dei Medici e degli Odontoiatri) - n.7, 2003

Data ultimo aggiornamento: Giovedì, 30 Ottobre 2003 6:00.00
URL: http://www.progettodiabete.org/clinica/d10_1_14.html




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