L'Unione Sarda, Mercoledì 12 Febbraio 2003
Nella rete tutti i segreti per affrontare
una patologia cronica molto diffusa in Sardegna
Il diabetico scopre l'amico internet
In un sito pazienti di tutto il mondo discutono sui problemi comuniCurarsi con Internet. È una delle nuove frontiere della medicina moderna. Nella rete, medici e pazienti trovano informazioni sulla malattia, terapie, nuove scoperte scientifiche. Una fonte inesauribile di notizie su patologie sconosciute o ben note, come il diabete, che in Sardegna raggiunge una diffusione record. Marco Songini, direttore della Struttura complessa di Diabetologia dell’azienda Brotzu di Cagliari, spiega l’utilità di Internet per curare questa malattia cronica.
Il malato di diabete è quindi costretto a curarsi per tutta la vita.
«Dovrà sottoporsi a impegnative terapie farmacologiche, ad un regime di vita controllato, a frequenti esami domiciliari e di laboratorio. Il corpo appare così spesso al diabetico come elemento “limitante” della propria libertà e della stima del sé. Spesso lo vive come indesiderabile e indesiderato e nonostante dedichi ad esso grandi attenzioni, si sente frustrato dai continui insuccessi, dal giudizio di chi gli sta vicino, dalle complicanze che spesso sopraggiungono senza un’apparente spiegazione. Ed è proprio da questo disagio che scaturisce l’importanza dello strumento Internet, che con la sua dimensione virtuale offre la possibilità di comunicare, di appartenere, di essere accettato senza esporsi in prima persona al giudizio degli altri».
Come è presente, oggi, il diabete in Internet?
«Negli ultimi anni all’interno della rete sono andate sviluppandosi una notevole quantità di risorse mediche. Tra esse, sempre più vanno diffondendosi siti aperti a tutti, divulgativi, spesso rivolti alla famiglia, dove anche l’utente meno esperto può informarsi con facilità su elementi che riguardano la diagnosi, la cura e la prevenzione delle malattie e trovare tutte le novità provenienti dal mondo della ricerca. L’importanza di questo fenomeno è dimostrata dal fatto che sta divenendo uno degli obiettivi prioritari della politica sanitaria di numerosi governi. Anche in Italia il Ministero della Salute ha rivisto il proprio sito Internet sviluppando servizi dedicati a diversi aspetti della salute ed al rapporto col cittadino».
Tra i numerosi siti esistenti, ce n’è qualcuno che si segnala in modo particolare?
«Progetto Diabete che, come Children With Diabetes negli USA, sono nati dall’esigenza di informare i pazienti per arrivare poi solo in un secondo tempo alla costituzione di una associazione non lucrativa e, parallelamente, ad una struttura organizzativa imprenditoriale in grado di autofinanziarsi. Scaturito dall’impegno di alcune persone coinvolte nelle problematiche legate a questa malattia, Progetto Diabete è lentamente cresciuto, nei contenuti (oggi il suo archivio contiene circa tremila articoli) e nel numero di contatti (oltre 30.000 persone diverse ogni mese). La sua attività si è sempre basata esclusivamente sul volontariato, anche se attualmente sta evolvendo verso una forma più imprenditoriale per far fronte al crescente impegno richiesto ai suoi collaboratori».
Quale è lo scopo dei fondatori del sito?
«Missione del sito è fornire un aiuto alle persone coinvolte nelle problematiche legate al diabete offrendo loro un luogo di incontro, discussione e informazione, proponendosi come punto di riferimento e aggregazione per le associazioni e come supporto per i servizi di diabetologia, promuovendo iniziative, convegni e ricerche. Chi si avvicina a Progetto Diabete per la prima volta, nonostante percepisca fin da subito l’enorme quantità di informazione offerta dal sito, si sente attratto dalla semplicità e dal calore, tutto reale, col quale si sente accolto, e che spesso si manifesta con una semplice risposta ad una domanda da parte di uno dei suoi numerosi esperti, con la conoscenza di un’altra persona nella chat room, con l’entusiasmo che legge nelle numerose lettere dei visitatori».
Il sito si è quindi rivelato utile.
«La virtualità di questa esperienza non ha impedito ai suoi frequentatori di incontrasi anche fisicamente, di diventare amici, in alcuni casi anche di trovare la propria anima gemella. Ha anche portato a concretizzare la solidarietà reciproca e verso gli altri, attraverso iniziative umanitarie e civili di grande spessore».
R. S.
Data ultimo aggiornamento: Mercoledì, 12 Febbraio 2003 6:00.00
URL: http://www.progettodiabete.org/base/review_16.html